Stagione 2010
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TUMORE, UNO SPETTACOLO DESOLATO Durata 80 minuti A Virginie Larre, Questo è uno spettacolo di cui ancora ignoro la natura. So solo che volevo uno spettacolo profondamente tragico che mi si trasforma tra le mani in qualcosa che malgrado me, lo è sempre meno. O diverso da come, nella totale libertà dell’immaginare, mi era apparso. Rinasce da pochi anni un’antica pratica istituzionale: l’accompagnamento. Siamo qui. Formule magiche sono pronunciate ad allargare i limiti della conoscenza. Fin qui il Primo Atto. Il Secondo Atto comincia nella Sala di Conforto: una stanza adibita al ristoro di familiari e amici. Giornali, due chiacchere, cibo: si recupera familiarità con la vita. Ci si prova. O si fa finta. Ma é proprio qui che la storia si blocca. E da dentro. La cosa subisce un sabotaggio, dall’intimo. Lo spettacolo s’inceppa, le sue funzioni vitali si sovrappongono. La storia si sgretola e la cosa imbocca una piega diversa che, gira gira, si morde la coda. A richiamo e immagine di ben più metabolici disordini d’irrazionale natura, e di ben altri, irrisolti, nemici interiori. L.C.
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