26/05/2026 -> 03/06/2026
Teatro Nardini - Rosignano Marittimo
Danza
She gotta dance, she gotta dance
K. Bush, The Red Shoes
Special K è il nome di un famoso brand di cereali ma anche quello di un aereo usato durante la seconda guerra mondiale.
E’ la parola magica con cui si definisce la Ketamina ma anche un singolo dei Placebo.
E’ anche il modo in cui mi piace pensare a Kate Bush, paladina del mio desiderio e madre dei miei sogni più colorati.
Libera, danzante, acuta e colorata, Kate Bush è stata una figura importante che ha saputo trasmettere la gioia di essere se stessi. La sua arte ha attraversato la musica, la danza e la creazione di mondi immaginari e con il suo carisma e il suo approccio ludico ha insegnato a riconoscere i desideri più profondi e rispettarli. Cresciuta artisticamente in una generazione di grandi musicisti inglesi, dai The Cure ai Joy Division, passando da Siouxsie Sioux a David Bowie e i New Order, Bush porta con sé l’essenza della libertà, nel suo mostrarsi vulnerabile e fiera, lucente e magica.
METODOLOGIE
1. CORPO ESPRESSIVO
Special K è innanzitutto self empowerment, riconoscimento del proprio potenziale e gioia di abbracciarlo, è danza strampalata e aderente ai sogni più luminosi. Kate Bush rappresenta tutto questo: capace di incarnare la grazia e il bizzarro, la sua è una presenza a tratti clownesca e al contempo intensa e pura. Ciò che emana è una connessione profonda con ciò che è ancestrale, che le permette di giocare con i simboli e i caratteri dell’umano. Da questi tratti parte una ricerca sul corpo che vuole esplorare la dimensione ironica, giocosa e libera di esprimersi: la danza è lo strumento con cui il nostro inconscio può rivelarsi e restituire il proprio potenziale.
2. CORPO SONORO
Il suono nell’opera di Kate Bush è canto di sirena, verso animale o melodia galattica proveniente da Saturno; è lamento di rapace e nenia falesica ma anche tormentone della radio e inno popolare.
In Special K il corpo è respiro, suono, muscolo che si allunga e si ritrae rapidamente, e ogni segmento di questa struttura si esprime e si racconta. Ecco perché la danza va con la parola, e la parola va con la danza. Continuando la ricerca vocale iniziata con i precedenti lavori coreografici, la pièce si articolerà in questo rapporto ibrido tra una forte fisicità unita a una parola e un suono fortemente espressivi.
3. CORPO VIDEO
Parte della ricerca sarà indirizzata alla realizzazione di un video che accompagni la pièce. Lo stile di questo sarà a tratti documentaristico, contenente materiali di repertorio di Bush e della scena artistica dell’epoca insieme a elementi di nuova produzione. Per dare allo spettacolo un tratto ancora più surreale ed emozionale, insieme alle immagini dell’artista, verrà proiettato un viaggio alla ricerca della stessa: un road movie per le strade di Londra e della campagna inglese, attraverso luoghi e simboli che ne hanno contraddistinto la produzione artistica. Nodo centrale di questo “film” sarà il tentativo reale di incontrare Bush, fisicamente o metaforicamente.
OBIETTIVI
Special K punta a tradurre in danza l’essenza polisemica di un simbolo che, pur sfuggendo a definizioni univoche, si rivela catalizzatore di emozioni e significati. L’obiettivo principale è quello di offrire al pubblico un’esperienza trasformativa, in cui il movimento diventi un mezzo di introspezione, espressione e connessione. Celebrare la musica di Kate Bush significa anche riconoscere il potere dell’arte di alimentare un immaginario sensuale, onirico e profondamente umano. Il progetto ambisce inoltre a stimolare una riflessione sul legame tra corpo, natura ed emozione, invitando lo spettatore a scoprire il proprio "Special K".
Davide Tagliavini è coreografo, danzatore e performer. Nel 2025 viene selezionato per l'azione Supporter.Nello stesso anno il suo assolo THAT’S ALL è selezionato per DANZA URBANA XL e Vetrina della Giovane Danza d'autore promosse da rete Anticorpi, This Must Be The Space promosso da Festival Danza Estate e MilanOltre ed è selezionato per Wam Festival.
Nel 2024 ha coreografato le opere L’elisir d’amore, per il Teatro Regio di Parma, e Tristan und Isolde per il Teatro Massimo di Palermo, entrambe con la regia di Daniele Menghini.
Con il collettivo Gruppo Ibrido vince il bando CollaborAction Kids con il progetto per le giovani generazioni “Walt e l'arte del volo”, creazione 2026, e il bando BUGS - habitat multidisciplinari per il teatro ragazzi con il progetto “AiAiAi Pinocchio!”, creazione 2025.
Come performer e danzatore lavora con Marina Abramović, Monica Casadei / Artemis Danza, Luna Cenere, Gruppo Nanou, Anna Albertarelli, Fabio Cherstich, Filippo Andreatta / OHT ed altri.. Nel 2023 danza nella pièce Vanishing Place di Luna Cenere, selezionata da Wayne McGregor per il Festival Biennale Danza di Venezia. Nello stesso anno danza il duetto Shoes On selezionato per la Nid Platform di Cagliari. Con la Compagnia Artemis Danza partecipa a tournées internazionali danzando in India, Africa, Canada, Turchia ed Europa.
Conduce laboratori di danza e improvvisazione presso la formazione per danzatori Studio XL di Reggio Emilia. Porta avanti da anni una ricerca sul movimento insieme a danzatori e danzatrici con disabilità, guidando laboratori e incontri. È docente del corso OVER Limited - Verso un dialogo integrato tra danza e disabilità, promosso dalla regione Emilia Romagna in collaborazione con Fondazione Nazionale della Danza. È assistente al progetto Genealogia di Luna Cenere, vincitore nel 2021 del premio Danza&Danza.
Dal 2021 è cofondatore di Gruppo Ibrido e interprete di spettacoli di danza per le giovani generazioni, tra cui Pollicino Show, uno spettacolo multimediale per l’infanzia (4-10 anni) di teatro-danza e animazioni digitali, che conta 40 repliche all’attivo in numerosi teatri italiani.
Si laurea in Relazioni Internazionali presso l'Università di Bologna nel 2015.
Ideazione e coreografia Davide Tagliavini
Dramaturg Rosa Maria Rizzi
Assistente video Cinzia Pietribiasi
Produzione Compagnia Artemis Danza