Ore 19.30
L’ORO VIENE DALLE TENEBRE: L’ANIMA GOTICA DEL GLAM ROCK
di e con Luca Scarlini
ore 20.30
Ingresso, un calice di vino rosso sangue e visita alla mostra
Atmosfera sonora con il Gruppo Filarmonico Solvay
ore 21.00
Tindaro Granata
ANTROPOLAROID
posti limitati si consiglia la prenotaione
All’epoca non avrei mai immaginato che Antropolaroid sarebbe stato un
“cuntu” che mi avrebbe fatto incontrare gli spettatori e le spettatrici di tutte le
regioni d'Italia.
Sapevo, però, che sarebbe stato un "racconto", un "cuntu" dicevano i miei
bisnonni, che mi avrebbe accompagnato per sempre, così come loro erano
stati accompagnati dalle quelle storie che mi avevano raccontato nelle sere
della mia infanzia.
il presente arriva al futuro solo se passa dal passato.
Tindaro Granata
Definire “Antropolaroid” non è semplice: ad oggi non c’è nulla di paragonabile al lavoro originalissimo di Granata. Forse dovremmo chiamare in causa Charlie Chaplin, ma anche il teatro dei racconti e della terra sicula o semplicemente un lavoro sull’immaginazione, la musica, la memoria.
Uno spettacolo ad alta condensazione ed intelligenza teatrale nel quale ci sono, rielaborate con molta sensibilità, schegge di storia dello stesso interprete in scena, con quel titolo che fonde insieme la ricerca antropologica con lo scatto fotografico, la memoria trattenuta nell’immagine, racconto tramandato, vissuto profondamente.
Antropolaroid è uno spettacolo di cupa bellezza, struggente, attraversato da un’inquietudine dolorosa, dove a tratti si coglie ugualmente, amaramente, l’occasione di ridere, per la caratterizzazione dei personaggi, il loro susseguirsi sulla scena, per l’abilità stessa dell’attore nel trasformarsi: tante le metamorfosi.
Uno straordinario Tindaro Granata, solo in scena, racconta di figure familiari, di generazioni, di una terra, la Sicilia, da cui anche allontanarsi. Con il proposito di andare a Roma, diventare attore, fare del cinema...
Tindaro passa attraverso i decenni in molteplici ruoli, ad ogni età, maschio o femmina, tra giochi, balli, lavoro, relazioni familiari, paure, brevi passaggi ogni volta a comporre dialoghi, legami, situazioni, lui solo e tanti .
info e prenotazioni
armunia@armunia.eu
tel 0586 754202
dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00
Tindaro Granata Nato a Tindari, nel 2002 intraprende il suo percorso teatrale con Massimo Ranieri. Dal 2007 inizia un felice sodalizio con Carmelo Rifici, lavorando per le produzioni più importanti del sistema teatrale italiano e svizzero. In veste di drammaturgo, regista e attore esordisce nel 2011 con Antropolaroid, spettacolo sulla storia della sua terra in cui interpreta tutti i personaggi del racconto e per il quale riceve diversi premi, tra cui il Premio ANCT Associazione Nazionale dei Critici di Teatro come miglior spettacolo d’innovazione.
Nel 2013 mette in scena Invidiatemi come io ho invidiato voi, storia di un caso di abuso sessuale su minori ispirato a un fatto di cronaca, per il quale riceve il Premio Mariangela Melato come miglior attore emergente e altri premi tra cui il Premio Enriquez “Drammaturgia per l’impegno civile” e il Premio Internazionale “Orgoglio Siciliano nel mondo”. Nel 2016 debutta con Geppetto e Geppetto, lavoro con cui affronta – all’indomani dell’approvazione della legge Cirinnà – il tema della “stepchild adoption” che gli vale il Premio Ubu come miglior novità o progetto drammaturgico, il Premio Hystrio Twister 2017 come miglior spettacolo dell’anno e altri riconoscimenti. È diretto da diversi registi, tra cui Serena Sinigaglia, Andrea Chiodi, Leonardo Lidi.
Scrive Dedalo e Icaro, in cui affronta il tema dell’autismo, e Farsi Silenzio, pellegrinaggio laico alla ricerca del sacro. È direttore artistico di Proxima Res, di Situazione Drammatica, format di Hystrio Festival e RomaEuropa Festival, e di Tindari Festival presso il Teatro Greco di Tindari. Scrive per la rivista online Rewriters. Nel 2023 vince nuovamente il Premio ANCT per il suo percorso artistico di attore e drammaturgo e in qualità di operatore culturale.
Nel gennaio 2024 debutta a Lugano con “Vorrei una voce” (produzione LAC), suo nuovo
monologo, con le canzoni di Mina, cantate in playback, ispirato dall’incontro con le detenuteattrici del carcere di alta sicurezza di Messina. Nel gennaio 2025 debutta, con la regia di Andrea Chiodi, nel Malato Immaginario con il ruolo di Argante.
Da giugno 2025 è direttore artistico del Teatro comunale degli Animosi di Carrara.
di e con Tindaro Granata
Elaborazioni musicali Daniele D’Angelo
Organizzazione/Distribuzione Paola A. Binetti
Produzione Fondazione Armunia