ARMUNIA
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QUANDO

28/11/2026 -> 03/12/2026

DOVE

Teatro Nardini - Rosignano Marittimo

TIPOLOGIA

Danza

CHIMERA,CHIMERA
Un progetto di Elia Pangaro

Un paesaggio e un panorama. 

Due corpi, intrappolati in un’attività, dentro un ambiente, corrono dietro a un miraggio. Non lo raggiungeranno mai, ma, nel correre, sono loro a diventare miraggio e a perdersi nel sogno. 

Inseguire chimere è una perdita di tempo inutile, priva di senso, senza fine, tuttavia inevitabile

Chimera, Chimera inizia da riflessioni sui Canti Orfici di Dino Campana e i diversi significati della parola Chimera, passando per La Tempesta di Shakespeare e la stratificazione di significati nei sinonimi come metafora per la stratificazione dell’identità. Attraverso un movimento ininterrotto ed in graduale crescita, le performer usano la fatica come mezzo per raggiungere uno stato nel quale il reale si sfoca, ed il senso delle parole che diciamo si perde completamente. Ricercano l'armonia vocale, un canto che non smette, che si ripete, che ogni volta riparte da capo, mentre i corpi arrivano a un punto di esaurimento.  Così, mentre la voce si spezza, possiamo sentirne i suoi diversi strati. 

Immerse in un paesaggio candido, le performer si lamentano, sempre di più si confondono con lo sfondo, diventando poco a poco parte del panorama. 

Con un approccio minimalista e concentrate su l'affaticamento del corpo , le performer, Alessandra e Roberta Indolfi, ogni volta corrono ( o meglio, saltano ) dietro un obiettivo intoccabile, ma che sentono vicino. Loro sono Achille e l'oggetto del loro desiderio, la tartaruga. La fatica le aiuta a perdersi e a far sfumare i confini del corpo, così da sfumare anche la distanza dall’irraggiungibile. Ma forse rimane solo un inganno della vista. 

Elementi di danze folkloristiche sono la base di una sorta di ‘partitura per lo sfinimento’, riempita di canto, che racconta l’insensatezza delle azioni che compiono. Dopo una ricerca e studio tramite video di alcune danze ( tra cui la Tammurriata, il Trescone, la Monferrina, la Pizzica, Lo Sbrando ed altre ) il materiale fisico è stato pian piano lavorato ed essenzializzato, fino a che non è rimasto che lo scheletro di queste danze, usate come mezzo nella ricerca compositiva. Come un Capriccio ( che poi ogni capriccio è, in fondo, una Chimera ) il lavoro vuole essere una  “composizione inconsueta [...] Sottraendosi all’imitazione naturalistica e a regole compositive canoniche [...]” ( Enciclopedia Treccani ), ovvero non vuole seguire una struttura narrativa definita, ma piuttosto partire da una costruzione profondamente connessa all’interiorità delle performer. 

Elia Pangaro (1997) è un performer, coreografo e artista interdisciplinare sostenuto da TIR Danza dal 2026 e da Déjà Donné dal 2024. La sua ricerca spazia tra danza, performance e arti visive, esplorando il corpo e il palcoscenico come luoghi di transizione, memoria e metamorfosi.

Le sue opere sono state presentate in Italia e all'estero, tra cui Germania, Francia, Thailandia e Messico, in contesti come Romaeuropa, La Biennale di Venezia e Tanzwerkstatt Europa.

Tra le sue creazioni si annoverano AMOEBA (TANZWERKSTATT EUROPA 2022), vincitore del premio “Miglior Danzatore” al Corpo Mobile Festival, AMOEBAS (Umbria Danza Festival 2023), MEMBRANE (commissionato dall'Oaxaca City Performing & Healing Arts Festival, 2023) e BOLIDE/deus ex machina, progetto con cui ha vinto il premio Biennale College Teatro - Site Specific Performance nel 2024 ed è entrato nel programma della 52ª Mostra Internazionale d'Arte Teatrale di Venezia.

Nel 2024 è stato finalista al concorso DNAppunti Coreografici con My Body Is Made Out Of Glass e selezionato per Nuove Traiettorie XL dall'Anticorpi Network. Nel 2025, con Chimera, Chimera, è stato tra i coreografi selezionati dall'Anghiari Dance Hub e con QUASI NIENTE N.1 ha vinto il premio di residenza DANCESCAPES organizzato da Danza Urbana.
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Ideazione e direzione Elia Pangaro
Co-creazione e performance Alessandra e Roberta Indolfi
Disegno Luci Ana Luisa Novais, Tullia Luce Ruggeri
Fonica Jacopo Cerolini
Produzione TIR Danza, Anghiari Dance Hub
Con il sostegno di Sosta Palmizi, LaMaMa Umbria/C.U.R.A., Teatro Stabile dell’Umbria, Fondazione Armunia|Festival Inequilibrio
Foto Luca Del Pia 

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